associazione girotondo, raccolta fondi e ricerche sull'atrofia muscolare spinale.

 


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Ass. Girotondo Onlus
Trivero (BI) 13832
Via Pratrivero 303/x
Tel. 015.7388282

www.atrofiaspinale.it

qui dentro il protagonista è lui
e non vorrebbe esserlo,
li fuori potersti esserlo tu
e saresti fiero di esserlo.

Concorso grafico

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Foto della premiazione del concorso grafico

Elenco vincitori

1° Premio : AMELI CORRADO
II F Scuola Media Via Addis Abeba 37 BIELLA

2° Premio: BERRA LORENZO
I F Scuola Media L. DaVinci COSSATO

3° Premio: PETROCCHI GIACOMO
II F Scuola Media Via Addis Abeba 37 BIELLA

Dal IV° al XX° Premio:

Scuola Media P.za Martiri della Libertà BIELLA:
IACAZIO GIAN MARIA Ia D
TAMIETTI SILVIA Ia D
CREMA LIBERTA’ ALESSANDRO Ia D

Istituto Comprensivo Pettinengo:
SCALCON FRANCESCO IIa C

Scuola Media Mosso
CAVAGNA FRANCESCA Classe Va Scuola Primaria

Istituto comprensivo Trivero Scuola Media:
RONZANI RICCARDO Ia A
BOTTONI DANTE Ia B

Scuola Media Via Addi Abeba 37 BIELLA:
PERETTI VERONICA IIIa F
BOVO VALENTINA IIIa I
SAUDA ALICE IIIa F

Istituto comprensivo di Valle Mosso Scuola Media:
MARANGONI MANUEL IIa A

Scuola Media Boggiani di Mongrando:
LANZONI AGNESE IIIa A
PERI ISABELLA IIIa B

Scuola media L. Maggia succ.le L. DaVinci di Cossato:
COLLA GIULIA IIIa F

Direzione Didattica di Vigliano Centro:
MATTANA MATTEO Classe Va

Istituto Comprensivo di Candelo:
DINUBILA ANDREA Classe Va

Istituto Comprensivo di Andorno Micca:
BOLZONELLA MICHELLE Classe Va

 

Commissione Giudicatrice

Franca Dongiovanni
Dina Provenzale
Mariella Perino
Giacomo Fileppo
Taverna Piero

 

 

Concorso grafico

Egregio Sig. Dirigente Scolastico,
sono la mamma di Matteo, un bimbo di 7 anni di Trivero, affetto da Atrofia Muscolare Spinale Infantile, una malattia che porta ad un progressivo indebolimento della muscolatura con conseguenti gravi ripercussioni sul sistema motorio, risorsa fondamentale per lo sviluppo armonico dei bambini. I bimbi affetti da questa patologia, nella tipologia più grave, non arrivano ai due anni di età, nei casi meno gravi, come per esempio mio figlio, sono costretti a muoversi su carrozzine elettriche e hanno comunque difficoltà motorie anche negli arti superiori, le capacità intellettive rimangono intatte. Attualmente Matteo frequenta la classe II della Scuola Primaria di Ponzone. Nel settembre del 2001 ho deciso di non “restare a guardare”, ma di fare qualcosa di concreto per mio figlio e per tutti i bambini affetti e ho fondato l’“Associazione di Volontariato Girotondo Onlus” che ha come scopo la raccolta di fondi da destinare alla ricerca scientifica su questa grave patologia al fine di trovare al più presto una terapia per migliorare le condizioni di vita di questi bambini e magari riuscire a guarirli. Con questa lettera, Le dono questo DVD, affinché venga fatta opera di sensibilizzazione educativa all’interno del Suo Istituto e si possano cogliere stimoli per la partecipazione al concorso che voglio qui sottoporre alla Sua gentile attenzione: Nella certezza che la comprensione della sofferenza faccia emergere una grande forza tra gli uomini, Le chiedo di unirsi a questa iniziativa che porterà un sorriso in più sul volto di tanti bambini. La ringrazio di cuore per la divulgazione partecipata che Ella vorrà dare in seno al Collegio dei Docenti e al Consiglio d’Istituto.

Girotondo per un piatto di Natale

I° Concorso grafico a tema natalizio
nelle scuole Primarie (classi V) e Secondarie di 1° grado della Provincia di Biella
con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella



REGOLAMENTO DEL CONCORSO

1. Finalità del concorso: valutazione e scelta - da parte di una commissione costituita dall’Associazione di Volontariato Girotondo Onlus - di un disegno realizzato dagli studenti delle scuole Primarie (classi V) e Secondarie di 1° grado che possa essere stampato su un piatto di porcellana da vendersi al pubblico nel Natale 2007, per reperire fondi da destinare alla ricerca scientifica sull’Atrofia Muscolare Spinale Infantile.

2. Partecipanti: allievi delle classi V della Scuola Primaria e allievi delle classi I-II-III della Scuola Secondaria di I° grado della Provincia di Biella.

3. Termine della consegna dell’opera presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella – Via Garibaldi, Biella: 30 marzo 2007.

4. Caratteristiche dell’opera: il disegno dovrà essere realizzato su di un foglio liscio, utilizzando non più di quattro colori e restando all’interno di una circonferenza di cm 22 di diametro. Sul retro indicare il nome dell’alunno e la scuola di appartenenza.

5. Composizione della Commissione giudicatrice:

3 membri nominati tra i componenti dell’Associazione Girotondo Onlus

1 membro nominato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella

2 membri esterni qualificati

 

6. Premi:

· I° classificato: un buono per l’acquisto dei libri di testo per un anno allo studente vincitore e un personal computer alla scuola di cui lo studente fa parte;

· II° classificato: un set completo per educazione artistica;

· III° classificato: un dizionario della lingua italiana;

· IV° classificato fino al XX°: una scatola di pastelli.

7. La premiazione avverrà nel mese di maggio 2007 presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella in via Garibaldi

8. I migliori venti disegni andranno a costituire una specifica mostra itinerante nel Biellese.

9. Il piatto in porcellana con riprodotto il disegno vincitore verrà messo in vendita al pubblico durante il periodo natalizio 2007 al prezzo di Euro 10,00.

 

 


Articolo apparso su il giornale " ECO di BIELLA " sul CONCORSO GRAFICO


Piangerete, perché Matteo non ha paura. Lo facesse, sarebbe più facile avere pena. Invece, così, è commovente vederlo convivere con la sua malattia. Piangerete, quando e se vedrete “La giornata di Teo”, perché Matteo sembra non temere il futuro, nonostante sia su una carrozzina elettrica, con le gambe paralizzate dall’atrofia muscolare spinale infantile. E sorride, nonostante tutto. Sorride, il piccolo, al suo universo infantile, dall’altezza dei suoi sette anni, pur essendo prigioniero di un destino che colpisce un bambino su sei mila. “La giornata di Teo” è il video, amatoriale, che racconta la condizione di Matteo Innocenti tra scuola, casa e famiglia. Meno di dieci minuti per mostrare la quotidianità di un bambino quasi come tutti gli altri. Se non fosse, infatti, per la sua malattia, congenita, che lo porta ad un progressivo indebolimento della muscolatura con conseguenze gravi per il sistema motorio. Nelle forme acute, la malattia non fa vivere oltre i due anni. Nei casi meno gravi, invece, i bambini hanno difficoltà motorie e ovviamente speranze di vita normali. Matteo nel filmino è alle prese con i compiti da fare, le lezioni in classe da seguire, gli amici e i programmi televisivi con cui riempire la giornata. Il video sta facendo il giro delle scuole della Provincia, accompagnato da una lettera della madre del piccolo, che spiega il progetto che c’è dietro l’iniziativa. Lo vedranno così altri bambini e le loro insegnanti. Le prime immagini, girate da Ruggero Coltro, mostrano Matteo nel cortile della scuola elementare del paese, con la sua carrozzina, mentre si sposta giocando insieme ai suoi compagni, tutti un po’ imbarazzati dalla presenza della telecamera. Non Matteo, però, abituato ad avere addosso gli sguardi degli altri. Il piccolo sorride, infatti, quasi ammicca ad un pubblico immaginario, osservando tutto con i suoi occhioni chiari che sprizzano tutta l’intelligenza del mondo. Sequenza dopo sequenza il bambino viene immortalato dentro la vasca del Centro di riabilitazione Azimut di Milano con due fisioterapisti specializzati in malattie neuromuscolari. E poi ancora a Ponzone, quando partecipa ad un corso sulla sicurezza stradale, dribblando alcuni birilli in un percorso delimitato nell’area del mercato coperto. Matteo si muove velocemente, quasi con bravura, mentre un vigile urbano osserva la scena insieme a genitori e curiosi. Anche in classe, tra i banchi, le sedie, le cartelle e i compagni, Matteo si districa con grande abilità. Prende posto. Segue le lezioni. Scrive e parla con i compagni. Fa tutto con normalità, la sua, però. La colonna sonora (“Io Vagabondo” dei Nomadi tra le altre) non serve a rendere più cariche di dramma le immagini... Un bimbo ingabbiato nella sua malattia, che cerca di volare verso una normalità fatta di cartoni animati e scherzi con gli amici non ha bisogno di essere esasperata. Non c’è nulla di sensazionale nel video né di provocatorio. Nessuna volontà di stupire e colpire la sensibilità del prossimo. Dentro il filmato c’è solo la quotidianità, molto difficile, di un bambino e della sua famiglia, dai genitori ai nonni, nei vari momenti di una giornata come tante altre. «Io non riesco a vederlo, in realtà - spiega Simona Taverna, madre del bimbo e fondatrice dell’associazione “Girotondo” che raccoglie fondi per l’atrofia muscolare spinale infantile -. Mi vengono le lacrime agli occhi. Anche se poi quello che si vede non è niente di più che una giornata come tante altre di Teo». Già, una quotidianità fatta di mille attenzioni e problemi da affrontare, dai compiti da sbrigare ad un tutore rigido da indossare, grazie al quale può stare in piedi. Il video, così, mostra la nonna che segue Matteo tra un libro di lettura e i quaderni, mentre poco dopo il nonno aiuta il bimbo ad indossare una particolare protezione, che gli consente di stare in posizione eretta, appoggiandosi al braccio di un divano. Una serie di immagini amare, silenziosamente struggenti. Il ragazzino è sdraiato sul tappeto, guarda il nonno con occhi fiduciosi, per nulla impressionato da quell’operazione delicata e ordinaria allo stesso tempo. Nonno Piero maneggia lacci e cinghie con fare esperto, faticando solo un po’ con il corpo del bambino, le cui gambe sono praticamente immobili. Poco dopo, Matteo, può vedere le tartarughe ninja in televisione. «Mamma coraggio? Ma no. L’ho perso il coraggio - dice ancora Simona Taverna -. Adesso sono solo arrabbiata con tutte le persone insensibili con cui devo avere a che fare ogni giorno. Per fortuna ce ne sono tante che ci aiutano, con generosità. Matteo aveva bisogno di un’assistente alla persona durante l’ora di educazione fisica e per le gite scolastiche. Un’insegnante, in pensione, gratuitamente, si è offerta di dargli una mano. E non è l’unica, per fortuna. Anche il preside Dino Gentile, venuto a sapere della nostra storia, si è prodigato. E molto. Ma non basta mai. Io devo lavorare. E ho un altro bimbo, più piccolo. Cerco di essere una buona madre per tutti, oltre che fare il mio lavoro con scrupolo, senza far pesare le mie esigenze, tra visite mediche in giro per mezza Italia e impegni vari. Poi ci sono le iniziative dell’associazione per raccogliere fondi, utili alla ricerca. E non è facile. Ma se non lo faccio io non lo fa nessuno...». E questa è la quotidianità di Simona Taverna. Perché dietro ogni figlio che soffre, non può che esserci una madre che lotta.
Paolo La Bua · labua@ecodibiella.it

11-06-2007

 

 

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