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Università degli Studi Tor Vergata di Roma
Dipartimento di Biopatologia e Diagnostica
per Immagini: Sezione di Genetica
LA TECNICA SFHR NELLA TERAPIA GENICA DELLA SMA
Titolo del progetto:
CORREZIONE GENICA E DIFFERENZIAZIONE DI CELLULE EMBRIONALI STAMINALI
MURINE IN MOTONEURONI: UN MODELLO SPERIMENTALE PER LATROFIA
MUSCOLARE SPINALE (SMA)
SOMMARIO
LAtrofia Muscolare Spinale è una patologia neuromuscolare,
a trasmissione autosomica recessiva, caratterizzata dalla degenerazione
degli a-motoneuroni. Circa 94% dei soggetti affetti da SMA risultano
deleti in omozigosi per il gene SMN1. La copia centromerica SMN2,
produce principalmente una proteina non funzionale a causa di un
fenomeno di splicing alternativo dovuto ad una transizione C?T nellesone7.
Per questo motivo lesone7 di SMN2 è considerato un
target terapeutico per una possibile cura della SMA. Ad oggi non
esiste un trattamento terapeutico risolutivo per questa malattia.
Il programma di ricerca prevede lapplicazione di una tecnica
non virale di terapia genica chiamata SFHR (Small Fragment Homologous
Replacement) finalizzata alla conversione del gene umano SMN2 in
SMN1 (copia funzionale), al fine di ripristinare livelli funzionali
di proteina SMN full-length. A tale scopo saranno trasfettati frammenti
di DNA terapeutico di 498bp (sintetizzati in vitro)
omologhi allesone7 del gene SMN1 Per gli esperimenti saranno
utilizzate cellule staminali embrionali ottenute dal modello murino
SMA (Smn -/-,SMN2+/+). Successivamente le cellule corrette saranno
differenziate in vitro in motoneuroni per verificare la loro funzionalità.
Le cellule staminali embrionali murine derivano dal topo knockout
SMA gentilmente ottenuto dal Prof. Arthur Burghes (Ohio, USA). Questo
modello transgenico risulta deleto del gene Smn murino, mentre presenta
nel loro genoma due copie del gene SMN2 umano. Il fenotipo di questo
topo riproduce strettamente il difetto patologico che caratterizza
i pazienti SMA e pertanto rappresenta un ottimo modello di studio
per esperimenti di terapia genica in vivo ed ex vivo.
Di recente nel nostro laboratorio è stata applicata con
successo la tecnica di gene targeting SFHR: ripristinando livelli
funzionali di proteina SMN in cellule fetali umane prelevate da
un paziente affetto da SMA.
LA MALATTIA
Le atrofie muscolari spinali (SMA) sono un gruppo eterogeneo di
patologie neuromuscolari, caratterizzate da degenerazione dei motoneuroni
delle corna anteriori del midollo spinale. Le forme a trasmissione
autosomica recessiva sono state classificate in tre tipi, sulla
base delletà dellinsorgenza, la capacità
motoria e laspettativa di vita. La SMA di tipo I è
la forma più grave ed è caratterizzata da grave debolezza
muscolare ed ipotonia. La SMA di tipo II è la forma intermedia;
i pazienti non sono in grado di stare in piedi né di camminare
senza aiuto. La SMA di tipo III è la forma più lieve,
cronica. La SMA è una delle più diffuse malattie genetiche
dellinfanzia, a trasmissione autosomica recessiva, con unincidenza
di 1 su 6000 e una frequenza di portatori sani pari a 1 su 40. La
regione cromosomica 5q13, dove mappa il locus malattia, presenta
infatti una elevata complessità ed instabilità genomica
dovute alla presenza di ampie regioni duplicate che coinvolgono
diversi geni e pseudogeni. E' stato ormai definitivamente chiarito
che la patogenesi della malattia è riconducibile alla perdita
in omozigosi nei pazienti della copia telomerica del gene SMN (Sopravvivenza
del MotoNeurone), deleto in maniera specifica nei cromosomi dei
pazienti SMA. In circa il 94% dei pazienti affetti da SMA è
assente in omozigosi il gene SMN1 (survival motor neuron gene),
e questa delezione causa una degenerazione specifica a carico degli
-motoneuroni del midollo spinale. La proteina SMN è parte
di un complesso in cui sono coinvolte più molecole, chiamato
SMN, che svolge un ruolo fondamentale nellassemblaggio delle
ribonucleoproteine (snRNPs). Inoltre i pazienti SMA presentano almeno
una copia del gene duplicato SMN2, che agisce come modulatore positivo
del fenotipo clinico. SMN2 è praticamente identico a SMN1
ma differisce per il pattern di splicing infatti produce circa il
90% di un trascritto privo dellesone 7 che per questo motivo
codifica per una proteina instabile dal punto di vista biochimico.
La copia centromerica del gene, detta SMN2, presenta un'unica differenza
critica rispetto ad SMN1 che ne altera lo splicing. La maggior parte
dei trascritti di SMN1 contiene i 9 esoni del gene, mentre la maggior
parte dei trascritti prodotta da SMN2 manca dellesone 7. Esiste
una relazione inversa tra il numero delle copie di SMN2 e la gravità
dellatrofia muscolare spinale, è stato infatti dimostrato
che nei pazienti SMA di tipo II e III è presente un maggior
numero di copie del gene SMN2 rispetto ai pazienti SMA di tipo I.
Diverse strategie sono state messe in atto per incrementare la produzione
della proteina SMN nelle cellule di pazienti SMA, inclusa la terapia
genica e luso di farmaci o oligonucleotidi antisenso capaci
di prevenire lo skipping dellesone 7 nel trascritto
SMN2 agendo a livello del processo di splicing.
La modulazione del fenotipo è probabilmente dovuta alla
minima quantità di trascritto "completo" che il
gene SMN2 riesce comunque a produrre. Questa evidenza è stata
confermata anche da studi su modelli murini di SMA, nei quali è
stata osservata un' attenuazione del fenotipo clinico in relazione
all'induzione dell'espressione di extra copie del gene SMN2. Su
questa evidenza sperimentale si basa il nostro programma di ricerca
che prevede lapplicazione di due diversi approcci di terapia
genica.
Se i protocolli di terapia molecolare proposti avranno successo
nel ripristinare livelli fisiologici di espressione del gene SMN
si potrà pensare di applicare luso del nostro protocollo
come terapia a lungo termine per i feti/bambini affetti da questa
malattia. Inoltre i risultati potranno costituire un modello per
lo sviluppo di ricerche di terapia con cellule staminali anche per
altre patologie del midollo spinale come la sclerosi laterale amiotrofica
e le lesioni acquisite.
LA TECNICA SFHR
Nellambito dei diversi protocolli sperimentali di terapia
genica, la tecnica SFHR (Small Fragment Homologous Replacement)
risulta potenzialmente di grande interesse per vari motivi: non
prevede limpiego di sequenze virali, né di gene di
supporto esogeni e/o di promotori o di induttori di ricombinazione
di diversa natura biologica, in quanto utilizza frammenti di DNA
di circa 500-700 nucleotidi sintetizzati in vitro, che una volta
introdotti nella cellula sono in grado di effettuare la sostituzione
omologa mirata unicamente al gene di interesse.
Questo processo ricombinativo avviene probabilmente durante la
fase di replicazione del DNA attraverso un meccanismo tuttora sconosciuto.
Questa metodica e stata inizialmente utilizzata dal nostro
gruppo e da altri con successo in vitro e in vivo per la correzione
di mutazioni responsabili di patologie monogeniche quali la Fibrosi
Cistica, la distrofia muscolare di Duchenne, lanemia falciforme
e la SCID.
Attraverso questo protocollo è possibile modificare stabilmente
la sequenza nucleotidica del DNA, mantenendo nello stesso tempo
inalterata lorganizzazione genomica necessaria per la sua
fisiologica espressione e regolazione. La recente applicazione di
questa tecnica alle cellule staminali ha dimostrato la possibilità
di utilizzare questo tipo di cellule per sviluppare approcci di
terapia genica ex vivo finalizzati al trattamento di patologie umane
come la SMA, per cui fino ad oggi trattamenti convenzionali non
hanno dato alcun esito positivo. Inoltre è stato ormai dimostrato
che le cellule embrionali possono differenziare in vitro e in vivo
in motoneuroni funzionali
IL PROGETTO
Le cellule staminali murine (Smn-/-,SMN2+/+) saranno trasfettate
con frammenti di DNA terapeutico omologhi allesone 7 del gene
SMN1. Nelle cellule trasfettate sarà valutata (mediante analisi
su DNA mRNA proteina) la conversione del gene SMN2
in SMN1 e successivamente le cellule corrette saranno differenziate
in motoneuroni.
OBIETTIVI
1. Isolamento e caratterizzazione delle cellule ES da modello murino
affetto da SMA
(Smn-/-/SMN2+/+)
2. Ottimizzazione di protocolli di colture cellulari e applicazione
della tecnica SFHR al fine di ripristinare livelli funzionali di
espressione della proteina SMN. Isolamento di popolazioni cellulari
clonali modificate. La conversione del gene SMN2 in SMN1 sarà
determinata mediante analisi molecolari e biochimiche con lo scopo
di valutare:
- presenza del sito di restrizione BsmI e della sequenza nucleotidica
omologa al gene umano SMN1;
- aumento della quantità di trascritto SMN1;
- aumento della quantità di proteina funzionale SMN ;
- aumento del numero di gems localizzate allinterno del
nucleo.
3. Differenziamento in vitro delle cellule ES modificate in motoneuroni
funzionali. Questo sarà valutato mediante lanalisi
di marcatori specifici di espressione (analisi molecolare ed immunoistochimica).
Inoltre il processo di differenziamento ci permetterà di
valutare la diversa funzionalità dei motoneuroni derivati
dalle cellule staminali embrionali corrette rispetto a quelli derivati
da cellule staminali il cui genotipo risulta ancora privo della
sequenza selvatica del gene.
PROSPETTIVE FUTURE
Dopo aver valutato la conversione genomica del gene SMN ed il ripristino
di livelli funzionali di proteina SMN full-length, le cellule corrette
potrebbero essere trapiantate in nei topi SMA neonati con lo scopo
di ripristinare il fenotipo selvatico.
Per questa ricerca l'Associazione ha investito finora
€ 50000,00
GENETISTA NOVELLI, METODO POTREBBE APRIRE CURA IN UTERO
(ANSA) - ROMA, 20 lug - Un gruppo di ricercatori dell'universita'
di Roma Tor Vergata, grazie ad un nuovo metodo di terapia GENICA
che non utilizza virus ma solo paticelle 'terapeutiche' di Dna,
e' riuscito per la prima volta a correggere in provetta il difetto
di cellule umane portatrici di atrofia muscolare spinale (Sma).
Lo studio che appare sul numero di luglio della rivista Human Gene
Therapy per la sua innovativita' potrebbe aprire la strada ad una
terapia GENICA della malattia in utero cioe' nel grembo materno.
Lo studio, coordinato da genetista Giuseppe Novelli (primo ricercatore
Federica Sangiuolo) e' stato condotto grazie al finanziamento di
due associazioni dei malati e ha utilizzato alcune cellule fetali
chiamate trofoblasto affette da Sma prelevate alla dodicesima settimana
di gravidanza.''Le cellule - ha spiegato Novelli - sono state trattate
con un frammento di Dna terapeutico iniettato nel nucleo di ciascuna
cellula malata che e' riuscito a correggere il difetto genetico.
Il risultato dell'esperimento - ha aggiunto - e' che c'e' stato
un aumento produzione della proteina determinante per lo sviluppo
della malattia, e questo incremento si e' mantenuto stabile nel
tempo''.
La malattia (affligge un neonato su 10.000), ha spiegato il genetista,
provoca la degenerazione dei motoneuroni e si sviluppa durante la
vita embrionale, per cui alla nascita i bambini non muovono gli
arti; per ora non esiste una cura. ''La particolarita' del metodo
di terapia GENICA - ha sottolineato Novelli - e' che non si usano
virus come navette per correggere il patrimonio genetico delle cellule
malate ma solo particolari frammenti di Dna che una volta inoculati
direttamente nel nucleo tramite microiniezioni sono in grado di
far produrre le molecole giuste e non piu' quelle difettose che
determinano la malattia. Il metodo della microiniezione nucleare
del Dna terapeutico e' stato messo a punto dall'americano Dieter
Gruenert dell'universita' di San Francisco ed e' la prima volta
che con questa tecnica si e' ottenuta una prova funzionale: il gene
riparato ha ripreso a funzionare e produrre la proteina mancante.
Inoltre le cellule umane sulle quali e' stato condotto l'esperimento
( i trofoblasti) hanno mostrato caratteristiche di staminalita'
e questo apre nuove speranze; si tratta di cellule che si possono
ottenere dai feti fin dalla decima settimana di gravidanza. ''Si
apre cosi' - conclude Novelli - la possibilita' di fare terapia
GENICA in utero, utilizzando cellule fetali prelevate direttamente
dal feto malato, correggendole e reinserendole, senza problemi di
rigetto''.
(ANSA)
Modificazione SFHR-mediata del locus SMA in vitro in cellule
di trofoblasto umane
L'Atrofia Muscolare Spinale è una patologia neuromuscolare,
a trasmissione autosomica recessiva, caratterizzata dalla degenerazione
degli a-motoneuroni. Circa il 94% dei soggetti affetti da SMA risultano
deleti in omozigosi per il gene SMN1. La copia centromerica SMN2,
produce principalmente una proteina non funzionale a causa di un
fenomeno di splicing alternativo dovuto ad una transizione C?T nell'esone7.
Per questo motivo l'esone7 di SMN2 è considerato un target
terapeutico per una possibile cura della SMA. Ad oggi non esiste
un trattamento terapeutico risolutivo per questa malattia. In questo
studio e' stata applicata la tecnica di gene targeting
Small Fragment Homologous Replacement, per indurre a livello genomico
nel gene SMN2 la transizione T?C, al fine di ripristinare livelli
di espressione fisiologici della proteina SMN funzionale. A tale
scopo sono stati trasfettati in vitro, mediante elettroporazione
e microiniezione, frammenti di DNA (498pb) omologhi all'esone7 del
gene SMN1, in 5 diverse colture di villi corionici umani. Le cellule
SMA trasfettate, analizzate mediante Rel-Time PCR, hanno mostratato
un incremento di mRNA full-lenght fino al 53% rispetto ai controlli
non trasfettati. Esperimenti di immunoistochimica e western-blot
hanno inoltre evidenziato un incremento di due volte della proteina
SMN1. La stabilità della correzione a livello genomico e
fenotipico è stata confermata ulteriormente dopo circa 2
mesi di coltura. Questi risultati dimostrano per la prima volta
la possibilità di ripristinare livelli funzionali della proteina
SMN, in cellule fetali umane attraverso la modificazione sito-specifica
del DNA genomico, suggerendo un potenziale uso di questa tecnica
per la correzione del fenotipo SMA.
Lavoro finanziato dal Ministero della Sanità e da ASAMSI,
Fondazione Famiglie SMA, Fondazione Federica e Associazione Girotondo.
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