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16-02-2005 - "IL BIELLESE" - Intervista
al prof. Angelo Vescovi
Ha 42 anni, è neurofarmacologo e si occupa di ricerca chimico-scientifica
da 18 anni circa. Dal 1993 ha iniziato a collaborare con Chris Bjoarnson,
nell'università di Calgary in Canada, ad un progetto di ricerca
sulle
cellule staminali cerebrali. Dal 1998 lavora definitivamente in
Italia,prima all'istituto neurofarmacologico Besta di Milano e al
centro di ricerca presso l'università Bicocca di Milano e
attualmemte è co-direttore del centro ricerche cellule staminali
dell' Istituto San Raffaele di Milano . Ora si sta interessando
di un nuovo approccio di terapia cellulare per aiutare le persone
colpite da atrofia muscolare spinale (Sma).
Qual è l'obiettivo della sua ricerca?
Sostituire le cellule morte del cervello con cellule vive. Duplice
lo scopo: bloccare il sistema degenerativo, evitando cioé
la morte di altre cellule cerebrali; mettere in funzione la capacità
riparativa di queste cellule, portando un miglioramento al quadro
clinico generale.
E questo procedimento si può applicare alla Sma?
Certo. Con l¹impiego di cellule staminali adulte e delle
loro figlie. Esse hanno la particolarità di rilasciare sostanze
nutritive.
Come potrebbero essere impiantate nel cervello?
Fino alla settimana scorsa credevamo che l¹unica possibilità
fosse il trapianto vero e proprio. Gli ultimi esiti invece confermano
un risultato strepitoso: le cellule staminali possono raggiungere
il cervello per via ematica. Vale a dire che non sarebbe più
necessario fare il trapianto. Le cellule, attraverso il sangue,
raggiungono la parte interessata e vanno a
posizionarsi proprio dove si rende necessario sostituire altre cellule
morte.
Ma queste scoperte vengono sperimentate sulle cavie...
Dal 2006 inizierà la sperimentazione clinica sull'uomo. Inizieremo
con una persona colpita da una malattia letale, la sclerosi laterale
atrofica. Un caso per il quale non ci sarebbe altra soluzione che
attendere la morte del paziente.
Non ci sono problemi di tipo morale?
Assolutamente no. Noi non lavoriamo con embrioni o simili, la nostra
sperimentazione non ha nulla a che vedere con la bioetica. Se però
riusciremo a ottenere dei risultati, a beneficiarne non saranno
soltanto gli ammalati di atrofia muscolare spinale o di sindromi
più gravi, ma anche persone affette da paraplegie o dalla
scelrosi multipla. Per loro sì che potremo incidere molto
sulla qualità della vita e sul recupero di certe funzioni.
Quando avrete ottenuto i permessi nel 2006, quanto tempo ci vorrà
per partire con la sperimentazione sulle persone?
Ci stiamo portando avanti con il lavoro. Nel senso che stiamo già
producendo cellule umane, in modo che tutto sia pronto per iniziare
subito.
Quanti soldi vengono destinati alla ricerca in Italia?
La maggior parte arriva grazie alla generosità e alla tenacia
di associazioni di cittadini. Come nel caso del Girotondo di Trivero,
per intenderci. E vergognoso pensare di vivere in un Paese in cui
non si esita a spendere miliardi per un calciatore, mentre il denaro
per le ricerche mediche dev'essere raccolto goccia a goccia...
[l. n.]
LE MALATTIE NEUROLOGICHE ED IL NEUROTHON
Con il costante aumento dell'aspettativa di vita, l'incidenza delle
malattie neurodegenerative nella specie umana sta crescendo esponenzialmente.
Malattie quali l' Atrofia Muscolare Spinale, il Parkinson, la Corea
di Huntinghton, il morbo di Alzheimer, la Sclerosi Laterale Amiotrofica,
ma anche le lesioni cerebrali da asfissia perinatale, le malattie
metaboliche letali già nell' infanzia- quali il morbo di
Tay-Sachs e di Sandoff - le lesioni da ictus e le lesioni spinali
affliggono ormia alcune decine di milioni di persone in tutto il
mondo, alcune centinaia di migliaia delle quali solo in Italia.
Queste patologie, quando non sono mortali , divengono croniche obbligando
il sistema sociale a farsi carico di persone non più autosufficenti.
Al devastante danno fisico e psicologico che queste sindromi infliggono
all' individuo si assomma quindi quello economico, che grava sul
Sistema Sanitario Nazionale e sui bilanci degli assistiti. Caratteristica
comune a tutte le malattie neurodegenerative è la distruzione
di specifiche cellule cerebrali. in particolare (ma non solo) di
quelle che conducono gli impulsi elettrici nervosi, vale a dire
i neuroni. Questo determina una serie di disfunzioni che esitano
in gravi menomazioni motorie e cognitive- rigidità e tremori
nel Parkinson, movimenti inconsulti nell' Huntighton, demenza progressiva
nell' Alzheimer e graduale paralisi di tutti i muscoli, fino al
soffocamento nella SMA e nella SLA etc. Purtroppo non esistono ad
oggi cure risolutive per questo tipo di malattie.
Le Cellule Staminali Cerebrali per la terapia delle
malattie neuro-degenerative
Lo sviluppo di terapie risolutive per tutte le malattie neurodegenerative
ha quindi una grande valenza dal punto di vista sia sociale sia
umano. Si noti che a prescindere dal tipo di patologia, lo sviluppo
di queste cure si fonda su di un principio comune, vale a dire la
sostituzione delle cellule malate o distrutte con nuove cellule
sane. Sino ad oggi si è sempre creduto che le cellule cerebrali
non avessero la capacità di rigenerarsi nè di moltiplicarsi,
sicchè le tecniche di ricostruzione del tessuto cerebrale
fetale, con scarsi risultati. Più recentemente, è
stato addirittura proposto l' utilizzo di cellule staminali embrionali
e di clonazione d'embrioni umani. Scoperte in Italia nel 1999 dal
prof. Angelo Vescovi, le cellule staminali cerebrali umane rappresentano
una sorgente continua e rinnovabile di cellule per il trapianto
intracerebrale finalizzato alla ricostruzione del tesuto nervoso.
Queste cellule, infatti, sono dotate di un'incredibile capacità
di moltiplicazione, per cui partendo da una quantità iniziale
esigua si possono ottenere grandi quantità di cellule che
possono essere conservate in ibernazione per periodi di tempo illimitati
e venire poi trapiantate nel cervello malato.
A differenza delle cellule staminali embrionali o del materiale
fetale, le cellule staminali cerebrali non pongono alcuna problematica
etica, morale o religiosa.
La Fondazione Neurothon & l'Istitute for Brain Repair
(IBR)
La Fondazione Neurothon, riconoscendo il ruolo primario della ricerca
italiana in questo, identificherà come propria area d'intervento
primario il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali
cerebrali per la cura delle malattie neurodegenerative.
Il Comitato Promotore
In questo contesto, il comitato promotore ha già identificato
nel nuovo Istituto di Terni (IBR) per la cura delle patologie cerebrali
neurodegenerative un partner la cui esperienza scientifica e tecnologica,
unica al mondo, permetterà di giocare all' Italia un ruolo
d' assoluto rilievo a livello mondiale,nell'ambito di questa tipologia
di ricerca. L'Istituto è ubicato a Terni e, unico esempio
al mondo, è stato espressamente concepito per portare gli
studi sulle cellule staminali cerebrali umane alla fase d' applicabilità
in clinica. A regime, l'IBR accoglierà un totale di circa
100 addetti di cui la metà sarà rappresentata da ricercatori
altamente qualificati nei settori delle biotecnologie e della biomedicina,
che interagiranno con il personale dell' attiguo ospedale di Terni
e dell' Università nell' ambito di una gestione analoga a
quella di un campus biomedico di tipo statunitense.
Il progetto e gli obiettivi di Neurothon e dell' IBR
Il progetto di Neurothon e dell' IBR è teso a sviluppare
varie linee di ricerca coòplementari, finalizzate a risolvere
quei problemi che sono comuni allo sviluppo delle diverse terapie
necessarie a ricostruire ( rigenerare ) lesioni cerebrali anche
molto diverse tra loro. Più specificamente:
- Si perseguirà lo sviluppo di terapie per malattie neurodegenerative
basate sull'utilizzo di cellule staminali cerebrali, quindi di
cellule strettamente ed esclusivamente da cadavere o dal paziente
stesso (per trapianto autologo). Il fine è quello di ovviare
all' utilizzo di embrioni umani e clonazione, a cui questo progetto
si pone come alternativa,evitando l' insorgenza di qualunque problema
etico, religioso o morale.Trattandosi specificamente di studi
su cellule staminali cerebrali umane, le ricerche di IBR sono
di tipo pre-clinico e clinico, e quindi immediatamente trasferibili
all' uomo.
- Si intende inoltre far fungere l' IBR da struttura che favorirà
il rientro di ricercatori italiani di conclamata fama e competenza
che attualmente lavorano all'esteo ed il cui rientro in italia
vuolerappresentare un primo elemento di tendenza della fuga di
cervelli che affligge il nostro paese. Almeno trenta ricercatori
dell' IBR saranno reclutati tra scienziati italiani residenti
da anni all'estero .
Le tappe del progetto Neurothon & IBR
Il progetto di Neurothon e dell'IBR si articola in varie fasi complementari.
Ci si proponedi:
- stabilire una rete internazionale che si occupi di organizzare
un sistema di raccolta di materiale cerebrale proveniente esclusivamente
da feti deceduti per cause puramente naturali e quindi in tutto
e per tutto da cadaveri.
- creare una struttura laboratoristica in cui da questo materiale
si isolino, coltivino,espandano,caatterizzano e conservino in
una banca criogenica (a-180°C) cellule staminali cerebrali
umane. Si stima che sia possibile, nell'arco di 3-5 anni, raccogliere
sufficiente materiale per soddisfare tutte le possibili esigenze
al fine di eliminare qualunque problema di rigetto. In altre parole,nella
banca sarà rappresentata la stragrande maggioranzaa dei
tipi di cellule in grado di assicurare la loro disponibilità
a chiunque ne faccia richiesta,trovando sempre materiale compatibile
con il paziente (i.e. non soggetto a rigetto).
- espandere la conoscenza sulle tecniche di manipolazione delle
cellule staminali cerebrali umane necessaria al fine di garantire
il loro attecchimento dopo il trapianto all' interno del sistema
nervoso centrale.
- sviluppare tecniche di terapia cellulere associate a tecniche
di neuroradiologia e neurochirurgia che permettano la messa a
punto di protocolli di trapianto intacerebrale della massima efficacia
rigenerativa, al fine di passare rapidamente alla fase clinica.
Quanto descritto concerne lo sviluppo di conascenze, materiali
e tecniche relative alla cura della maggioranza delle malattie nervose
ad oggi conosciute. A queste seguiranno poi fasi di sviluppo più
specifiche che riguardano le singole patologie. L' obiettivo ultimo
di questo importante progetto scientifico riguarda quindi la messa
a punto di terapie immediatamente trasferibili sull'uomo. La creazione
della fondazione Neurothon servirà ad alimentare in maniera
continuata questo lavoro, in modo da accelerare i tempi di sperimentazione
sull'uomo, compiendo alfine un grande passo in avanti per l'umanità
intera.
L' Associazione Girotondo onlus ha investito in questa ricerca
finora € 85000,00
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