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Vecchi e nuovi trattamenti
VITAMINA B12 E ACIDO FOLICO E SMA ULTIME NOVITÀ SULLA
SMA
Dal notiziario dell'ASAMSI pubblichiamo interessante articolo attinenti
il rapporto tra acido folico e ATROFIA MUSCOLARE SPINALE
di: Luca Losa
Sullultimo numero di Molecular Cell è apparso un articolo
riguardante uno studio effettuato presso lUniversità
della Pennsylvania (USA) sul potenziale ruolo ed utilizzo della
vitamina B12 ed acido folico nei pazienti affetti da atrofia muscolare
spinale (SMA). I ricercatori hanno ipotizzato, basandosi su studi
biochimici in laboratorio, che la somministrazione di vitamina B12
ed acido folico può limitare la gravità dei sintomi
dei pazienti affetti da SMA. Secondo il loro parere la variabilità
dei quadri clinici nella SMA, finora attribuita a fattori genetici,
potrebbe essere influenzata anche da fattori nutrizionali.
Come è noto la SMA si caratterizza per un deficit nei motoneuroni
di una proteina chiamata SMN (survival motor neuron) fondamentale
per la loro sopravvivenza. Tale proteina interagendo con numerose
altre proteine cellulari partecipa alla formazione di altre molecole
proteiche necessarie al buon funzionamento dei meccanismi energetici
cellulari. Tuttavia, perchè la proteina SMN possa interagire
con efficienza con le altre proteine è necessario che queste
abbiamo sulla loro superficie degli specifici enzimi (gli enzimi
sono anchessi proteine ed in questo caso particolare funzionano
come serrature dove specifiche chiavi presenti
sulla superficie della proteina SMN andranno ad infilarsi). Tali
enzimi legheranno quindi specifici siti della proteina SMN formati
da gruppi metilici. In questo modo la proteina SMN potrà
svolgere completamente la sua funzione. Ebbene, la vitamina B12
e lacido folico sembrano essere indispensabili per la formazione
dei gruppi metilici di riconoscimento sulla proteina SMN. Basandosi
sui loro risultati i ricercatori americani pensano che una carenza
di vitamina B12 ed acido folico nei pazienti affetti da SMA potrebbe
avere un effetto negativo sul funzionamento corretto della proteina
SMN. Tuttavia, come sottolineato dai ricercatori americani, in considerazione
del fatto che i loro risultati si basano esclusivamente su studi
biochimici in laboratorio, si rendono necessari studi su animali
ed eventualmente sulluomo prima di capire con certezza se
la vitamina B12 e lacido folico possano avere implicazioni
terapeutiche nella SMA. La loro speranza è che comincino
presto trials clinici tesi a validare la loro ipotesi. Qui di seguito
alcune informazioni sulla Vitamina B12 ed acido folico. VITAMINA
B12 Vitamina idrosolubile, essenziale per la sintesi nucleoproteica
e lemopoiesi. Attualmente viene utilizzata nel trattamento
dell anemia megaloblastica. Fonti alimentari: il fegato e
le carni in genere, il pesce, il latte e le uova ne rappresentano
le fonti principali. Nelle verdure fresche è presente in
tracce e tutta di origine microbica. Effetti collaterali: tale vitamina
è generalmente non tossica anche a dosi elevate. Tuttavia,
sono stati riportati, anche se raramente, disturbi quali diarrea,
orticaria, trombosi vascolari periferiche. ACIDO FOLICO L
acido folico è una vitamina del gruppo B. E essenziale
per la sintesi nucleoproteica e lemopoiesi. Attualmente viene
utilizzata nel trattamento dell anemia megaloblastica da carenza
di acido folico. Fonti alimentari: è largamente diffuso negli
alimenti: il fegato, il lievito di birra, le verdure in genere,
specialmente quelle a foglia larga, ne contengono grandi quantità.
Viene anche sintetizzato dalla flora intestinale. Effetti collaterali:
è relativamente non tossico anche ad alti dosi. Solo raramente
sono stati riportati disturbi quali orticaria, malessere generale,
nausea, dolori addominali, irritabilità specie con lutilizzo
di dosaggi quali 15mg/die per periodi prolungati.
L'indoprofen potrebbe aumentare i livelli della proteina SMN
Usando una tecnologia appena sviluppata, un team di ricercatori
della Columbia University di New York ha scoperto che l'indoprofen,
un farmaco anti-infiammatorio non steroideo, può aumentare
la quantità di una proteina che scarseggia nei pazienti che
soffrono di atrofia muscolare spinale (SMA), una malattia genetica
infantile.
Gli scienziati sperano che la scoperta venga seguita da ulteriori
sviluppi, fino a giungere a un trattamento per la malattia neurodegenerativa
che, negli Stati Uniti e in Europa occidentale, rappresenta la prima
causa genetica di morte fra i bambini di età inferiore ai
due anni. "L'indoprofen - spiega il biochimico Brent R. Stockwell
- rappresenta ora uno strumento chimico che i ricercatori potranno
usare per studiare la malattia, e anche un buon candidato terapeutico".
I risultati della ricerca sono stati pubblicati in due articoli
separati sul numero di novembre della rivista "Chemistry &
Biology".
Secondo Mitchell R. Lunn, principale autore dello studio, il prossimo
passo sarà quello di condurre ulteriori esperimenti per comprendere
il meccanismo dell'azione dell'indoprofen, strutturalmente simile
all'ibuprofen. Lunn fa notare che questo composto, così come
altri farmaci anti-infiammatori non steroidei, non ha l'effetto
di aumentare la produzione della proteina SMN (Survival Motor Neuron),
che scarseggia nei pazienti di SMA. Ha invece la capacità
potenziale di aumentare la quantità di proteina già
esistente.
Per individuare questo effetto, gli scienziati hanno effettuato
lo screening di più di 47.000 composti, usando un nuovo software
di analisi (Small Laboratory Information Management System) sviluppato
nel laboratorio di Stockwell.
(Articolo tratto da Le Scienze http://www.lescienze.it)
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